Sto rileggendo “L’arte di comunicare” di Cicerone

📚 𝐒𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐚𝐥𝐦𝐚 𝐞 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 “𝐋’𝐀𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞” 𝐝𝐢 𝐂𝐢𝐜𝐞𝐫𝐨𝐧𝐞. 𝐄 𝐩𝐢ù 𝐯𝐚𝐝𝐨 𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢, 𝐩𝐢ù 𝐦𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐠𝐨 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚 𝐨𝐠𝐠𝐢.

Sì, oggi. Nell’era dell’iperconnessione, degli algoritmi, dei formati brevi e delle comunicazioni lampo.
Perché in fondo, anche se gli strumenti cambiano, la sostanza della comunicazione resta sempre la stessa: dire qualcosa che valga la pena ascoltare.

E su questo, Cicerone non ha nulla da invidiare ai “guru digitali”.
Anzi.

💬 Ci ricorda che la comunicazione non è fatta di trucchetti retorici o call to action studiate a tavolino.
È etica, logica, emozione.
È capacità di argomentare, di entrare in relazione, di rispettare chi ci ascolta.

👉 Oggi, in un mondo che confonde spesso la visibilità con la profondità, riscoprire questi principi è più che un esercizio culturale: è un atto di lucidità professionale.

Io credo che ogni brand, ogni professionista, ogni comunicatore dovrebbe – ogni tanto – fermarsi e tornare all’essenza.
Perché possiamo imparare tantissimo dal modo in cui si parlava, si convinceva, si creava fiducia… ben prima dell’era dei social.

📖 E ti assicuro che non è nostalgia. È visione.
Ed è anche un invito: prima di rincorrere il prossimo trend, assicurati di saper davvero comunicare.


Pubblicato da

Massimo Danza

Che fossi un creativo pubblicitario lo hanno capito subito. Nel freddo inverno del 1965 nasco con 24 giorni di ritardo. In quasi un mese tutti chiedono di me, tutti si domandano come mai, tutti mi aspettano incuriositi. Realizzo così il mio primo teaser. La grande curiosità, la voglia di conoscere e l’istinto innato di esplorare mi porta a muovere i primi passi già a 7 mesi. La comunicazione sembro averla nel sangue perchè a 10 mesi già parlo. A 7 anni mostro di saper usare l’ambient marketing, il nonconventional e il flash-mob: in piazza Duomo, a Firenze, sparo al massimo il volume della radiolina e ballo; alla fine si abbasso i pantaloni per mostrarmi come il David di Michelangelo. A 10 anni invento il mio smartphone: allargo pollice e mignolo della mano destra e telefono ai miei amici. Poi unisco il pollice con l'indice delle due mani, inquadro, scatto foto e salvo i file nella mia memoryhead. A 12 anni sono già social: quando incontro gli amici condivido le mie esperienze, le spiego in modo dettagliato come fossero foto e tutti mi dicono ’mi piace’. Poi ho studiato, ho affinato le tecniche, ho fatto esperienza e dal 1989 lavoro e continuo a scrivere storie di successo insieme alle aziende per le quali lavoro. Qualche volta ho anche la pretesa di insegnare le cose che so e di raccontare con entusiasmo la mia esperienza.

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